Corrieristi
- DIRETTORE RESPONSABILE
- Cristiano Draghi (direttore@corrieredilivorno.it)
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CRONACA - Diego Pretini (d.pretini@corrieredilivorno.it)
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Diego Pretini, nato nel 1982, ma dopo l'urlo di
Tardelli.
Scrive come tutti dalle scuole elementari, sui giornali dal 1998, da pubblicista dal 2004, da professionista c'è ancora da aspettare (poco, si spera). All'esame di maturità (liceo linguistico) ha scritto un saggio breve sulla musica tra arte e consumismo (o una roba del genere) infilandoci dentro Elton John e Eros Ramazzotti.
In realtà è un fanatico di De Gregori ed è convinto che non ci sia nessun attore migliore di Al Pacino. Di solito scrive di cronaca nera, ma è solo un caso.
In realtà è appassionato di politica, storia contemporanea e canottaggio che ha praticato incredibilmente per otto anni.
E' riuscito a fare perfino il radiocronista e l'addetto stampa per un paio di federazioni sportive. - Giacomo Niccolini (g.niccolini@corrieredilivorno.it)
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"Da domani vai in tribunale, è una prova
vediamo come va, male male che vada si cambia". Era l'ottobre
del 2007 quando Giacomo Niccolini, nato nella primavera del
1981, mette piede per la prima volta nei locali di via
Falcone e Borsellino, palazzo di Giustizia, Livorno.
Niccolini era così preparato che il giorno prima chiese "ma
dov'è il tribunale?" e la risposta fu "lì". Iniziò così la
carriera di giudiziarista del Corriere di Livorno. Niccolini
nasce come "sportivo" nonostante la sua pancetta che grazie
alla sedentarietà del suo lavoro e agli orari improbabili
aumenta di giorno in giorno. Era il 2000 quando, appena
uscito dal liceo scientifico, bussò alla porta del quotidiano
"La Nazione". Gli fu aperto, gli venne dato da mangiare pane
e basket e da bere un bicchiere di baseball e rugby al
giorno. La passione per lo sport lo divora talmente tanto
che, preso dai sogni di giornalismo, abbandona il diamante di
via Sommati appendendo il guantone al chiodo e dedicandosi
anima e corpo a inseguire il desiderio che aveva fin da
piccolo: fare il giornalista. Ostinato e caparbio Niccolini
raggiunge il suo obiettivo il 15 aprile del 2008 quando
supera, non senza essere rimbalzato una volta, l'esame per
entrare tra i professionisti. Pensando che il mondo gli si
sveli davanti, si sveglia il giorno dopo ed era lo stesso di
ieri. All'attivo vanta due avvisi di garanzia per rivelazione
del segreto istruttorio e un numero imprecisato di querele
per diffamazione a mezzo stampa, mentre qualche centinaio di
massoni chiede la sua testa per aver pubblicato articoli sul
mondo della squadra e del compasso e liste di appartenenza al
Grande Oriente d'Italia. That's all folks! - Michelangelo Sarti (m.sarti@corrieredilivorno.it)
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Ho 23 anni, il 19 ottobre diventano 24, e
da quasi due anni scrivo per il Corriere dopo aver passato
alcuni mesi a Radio Toscana al fianco di Michela che
ringrazio.
Sono riuscito a laurearmi in comunicazione (sociale) a Pisa il 29 ottobre 2007. Adesso seguo il settore della bianca e ogni tanto la nera, ma ricordo molto volentieri l'esperienza, per me si trattava della prima assoluta, di inviato allo stadio Picchi per la finale playoff Livorno Brescia in cui gli amaranto hanno conquistato il ritorno in serie A. E' stato davvero singolare vestire i panni del giornalista-tifoso. Allo stesso tempo complicato perché scrivere con 15 mila persone che urlano non è la cosa più semplice del mondo. Quando non ho la penna in mano, vado a correre, indosso i panni del motociclista (650 Kawasaki) la domenica, cinema ogni tanto, serate con gli amici.
Sono anch'io iscritto a Facebook, così ho la possibilità quando capita di parlare con la mia cugina americana Francesca con la quale condivido la foto del profilo. - Riccardo Campopiano (r.campopiano@corrieredilivorno.it)
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L'avventura di Riccardo Campopiano nel
mondo del giornalismo comincia il 10 febbraio 2008, quando
bussò alla porta del Corriere di Livorno per proporsi come
stagista. Appassionato di sport, il primo articolo che
scrisse fu relativo al Gran Prix delle Circoscrizioni (ma non
chiedetegli cos'è perché ancora non lo ha capito).
Con il passare del tempo è riuscito a scrivere anche di altro e ora si occupa principalmente di: calcio (Livorno e campionati minori), tennis, gare remiere senza disdegnare qualche capatina nella cronaca locale. Il suo sogno (oltre a quello di andare alle Fiji) è quello di lavorare per Sky ma, in fondo, anche governare il mondo gli farebbe molto piacere.
Da otto anni va costantemente allo stadio a seguire la sua ragione di vita: il Livorno. Grande frequentatore della "Borgia" di Calafuria, suona il pianoforte da prima che gli cadesse il primo dentino , gioca a tennis da quando aveva 15, va a cavallo e ama viaggiare specialmente all'estero. Non fa mistero di essere un fan scatenato della Pausini (era uno di quelli che al PalaLivorno urlava a squarciagola) e detesta Facebook (cosa di cui va molto fiero). - Enrico Paradisi (e.paradisi@corrieredilivorno.it)
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Enrico Paradisi nasce a Livorno nel 1972.
Dopo gli studi classici si laurea in Scienze Politiche con il
prof. Cubeddu, nell'Ateneo Pisano, con una tesi su Robert
Nozick. Ideatore e direttore de "L'Indicatore Amaranto" prima
e di "Città Stadio" poi, con la nascita del "Corriere di
Livorno" viene assunto in cronaca, per poi passare allo sport. Amante
del calcio (si definisce un buon portiere e anche un
attaccante di velocità alla Maradona), fin da piccolo pratica
con successo qualsiasi attività agonistica e no alla quale
partecipa. Accanito lettore, ogni qualvolta compra un libro
la prima cosa che fa è quella di annusarlo.
Grande giocatore di Magic e Risiko, nel "famoso" cassetto della sua scrivania nasconde un libro che molto probabilmente non vedrà mai le stampe.
Nel frattempo ha in progetto di fare due viaggi che spera di realizzare quanto prima: volare in Patagonia e scalare, prima di diventare troppo vecchio, la vetta della catena del Ruwenzori.
CECINA ROSIGNANO- Chiara Giannini (c.giannini@corrieredilivorno.it)
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Che è seduta di fronte ai computer di una
redazione ormai sono oltre dieci anni. Chiara Giannini, 34
anni, il giornalismo ce l'ha nel sangue e ne ha fatto una
ragione di vita. Al termine dell'università, dopo aver
collaborato per moltissimo tempo con la redazione di Cecina -
Rosignano de "Il Tirreno", esser stata corrispondente da
Rosignano e Volterra per il mensile "Trentagiorni" e aver
scritto per diverse altre testate sparse per l'Italia, nel
maggio 2007 ha accettato di salire a bordo della grande barca
del Corriere di Livorno e di prendere il largo verso gli
orizzonti più interessanti del mondo giornalistico.
Si è occupata di tutto: dal gossip alla pagina di viaggi, dagli spettacoli alle storie, dalle interviste ai servizi provinciali e regionali.
Finalmente, dopo tanto tempo, è tornata al suo primo amore: la cronaca. E adesso si occupa di porto, bianca e politica.
La sua qualità maggiore? Riesce a scrivere tremila battute in dieci minuti. - Gianmaria Frati ()
- Nicola Vanni (n.vanni@corrieredilivorno.it)
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Nicola Vanni, classe 1979, non laureato, abbraccia il
giornalismo fin da piccolo. O meglio, quando qualcuno gli
chiedeva quel che avrebbe voluto fare da grande, lui
rispondeva sempre: "Il pompiere. Altrimenti il giornalista".
Attento osservatore della realtà che lo circonda, odia
Facebook e tutti quelli che ne fanno una filosofia di vita.
Istrionico e dalla parola facile (da bravo livornese), si
diverte a punzecchiare con domande sagaci i suoi
intervistati. Per il Corriere segue la politica locale e
tutto ciò che è colore e che fa notizia. Girovago per
diletto, ama la Spagna, sua seconda patria.
Qualche volta lascia improvvisamente la sua scrivania in redazione con il telefono all'orecchio per riapparire dopo oltre mezz'ora dalla rampe delle scale. Nessuno ad oggi è riuscito a capire dove vada e soprattutto con chi parli. La sua arma segreta? Nel caso in cui il giornalismo, un giorno, decida di metterlo alla porta, si dedicherà anima e corpo alle imitazioni con le quali allieta l'intera redazione. E l'imitazione che meglio gli riesce, nemmeno a dirlo, è quella del direttore Giancarlo Padovan.
SPORT- Flavio Lombardi (f.lombardi@corrieredilivorno.it)
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Nato a Livorno il 10 ottobre 1964, ha
iniziato l'attività giornalistica nell'ottobre '83 con il
quotidiano Il Tirreno dove è rimasto sino al 2004, scrivendo
per la cronaca bianca (memorabile l'intervista al mercato del
pesce con i commercianti incazzati perché non vendevano
nemmeno più un crognolo a causa del mercurio e la denuncia
"salute a rischio" uscita pochi giorni prima sul giornale.
Coltelli che roteavano senza intenzione di colpire e minacce
tutte in vernacolo puro, tipo "ir budello di mà"). Naufragato
da quel momento il tentativo di darsi non solo allo sport
"perché sennò sei limitato, un saprai mai una sega".
Meglio scrivere di volley, calcio e ciclismo. Poi, si vedrà. Collaboratore per testate estere ed italiane specializzate di ciclismo, ha seguito tra le altre, molte edizioni dei campionati mondiali, di Giro d'Italia, Milano-Sanremo e Giro di Lombardia di questo ultimo decennio, ha mangiato quindi tanto e bevuto di più. Alla conquista del suo primo titolo italiano, quello di Saltara (e qualche filmato lo testimonia), Paolo Bettini, cinque metri dopo il vittorioso arrivo, lo trova lì, con il 'five' pronto e lo ricambia. Tanto forte fu l'impatto che meno male era già "il Grillo". Uno più deboluccio, avrebbe messo in pericolo il proprio equilibrio. A Sharm el Sheik prestò 10 euro a Roberto Bettini, c'era la Domina Vacanze di Mario Cipollini e occorreva inventare uno scatto un po' particolare. Accordo col beduino per far salire Re Leone su un dromedario. Uno spettacolo osservare Mario salire sul quadrupede che, impaurito, emetteva strani suoni. "Sembra un acquaio intasato" sentenziò poco dopo il velocista, impegnato nella volata più inconsueta della sua carriera. A braccia alzate, rimbalzando sulla gobba di Abdul che procedeva in direzione del padrone che lo chiamava. Ciclismo, sua passione quindi.
Ha la bici da corsa, ma non ci va mai. Ha fondato di conseguenza una società giovanile di questa disciplina per mettere in sella il proprio figlio. Si potrebbe dire, senza essere smentiti, che Lombardi pedala e neppure tanto male. Chi se ne intende, sostiene che sarà azzurro sicuro al mondiale 2020.
COLLABORATORI- Federica Boldrini (kika861@libero.it)
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E' approdata al Corriere di Livorno quasi
per caso, sull'onda di uno stage universitario. Federica
Boldrini, classe 1986, è in redazione dal novembre del
2008.
Si occupa con grande passione della pagina degli spettacoli e scrive di cronaca bianca.
Laureanda in Scienze della Comunicazione all'Università di Pisa, si divide tra studio e collaborazione giornalistica e in futuro le piacerebbe diventare una redattrice a tutti gli effetti, in modo particolare per le pagine culturali.
Solare e simpatica, affronta il lavoro quotidiano col sorriso sulle labbra. - Luca Merani (g.merani@alice.it)
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Mi chiamo Luca Merani e collaboro con la redazione
sportiva del Corriere di Livorno occupandomi di
pallacanestro. Ho 32 anni, molto ben portati, e sono laureato
in scienze politiche (con il vecchio metodo, quello serio,
che non prevedeva primi livelli o specialistiche). Amo ogni
genere di sport e solo per un'altezza poco generosa non sono
riuscito a essere un giocatore di basket di serie A. Sono
tifosissimo del Livorno calcio e del Basket amaranto, anche
se per la palla a spicchi in questa città sono tempi molto
duri. Comunque anche la Sampdoria, visto le mie origini
genovesi, è un altro grande amore per me. Nella vita lavoro
presso un'azienda di vendita e lavorazione di carni del
livornese dove mi occupo delle normative di sicurezza e
tracciabilità dei prodotti.
La mia carriera giornalistica parte in modo molto strano per un livornese visto che i miei primi articoli li ho scritti ai tempi dell'università su di un periodico pisano dal nome "Forza Pisa". Poi ho collaborato per 5 anni con la redazione livornese del quotidiano "La Nazione" scrivendo di calcio minore (dalla Seconda categoria sino al Campionato Nazionale Dilettanti dove giocava il Picchi) e di ciclismo. Dall'inizio della avventura del Corriere di Livorno sono entrato in questa giovane e pazza famiglia che sta cercando di portare un vento nuovo in città. - Andrea Masini (a_maso87@hotmail.it)
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Nato nella città più bella del mondo (Livorno), il 6
aprile del 1987, cresce col mito di "Pintellino", il suo
primo orsacchiotto di peluche. A 4 anni suonati sposa la
pallacanestro e la pratica fino a 21 con una parentesi di
stop dovuta alla rottura del legamento crociato anteriore.
Per quanto riguarda il lato culturale, esce dall'istituto
tecnico industriale come perito informatico, conosce il mondo
del giornalismo tramite il Corriere di Livorno (collabora dal
primo numero).
Cura la pagina del basket, ma ama qualsiasi altra forma di sport. Ha un passione sfrenata per la tecnologia, la cultura americana (in particolare i racconti e i libri di Federico Buffa, voce di Sky Sport e "americanologo" per eccellenza), i viaggi, la "Borgia" a Calafuria e il mare, dal quale non si può separare troppo a lungo. I sogni si chiamano Hawaii e Miami, anche se il Bronx, e quindi New York, lo affascinano. - Simone Panizzi (simo.panizzi@gmail.com)
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Simone Panizzi nasce a Livorno il primo giorno di
giugno del 1983, e qui rimane per gran parte dei suoi anni a
causa della folle paura degli aerei.
Laureato in Informatica Umanistica (e molti si chiederanno cos'è), è attualmente specializzando in Editoria Elettronica (e qui molti capiranno).
Appassionato di calcio, segue in pratica qualsiasi cosa veda coinvolto un pallone, dalla Terza Categoria al Fantacalcio, fino a militare lui stesso in una squadra, senza però riuscire a giocare per due anni consecutivi nel solito team.
Sincero, volenteroso, ma testardo, ama il buon vino, la sua bellissima Yamaha, i film di Fantozzi e i fumetti di Dylan Dog. I suoi sogni? A breve conta di realizzarne due: un cane e il secondo tatuaggio.
L'umiltà è l'anticamera di tutte le perfezioni. - Antonio Papini (antoniopapini@yahoo.com)
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Per tutti Papo, classe 1974, ha sempre vissuto a
Livorno spostandosi pochissimo. Ama il treno, sopporta la
macchina, ama la bici ma non la usa. E' alto un metro e 76
centimetri. Capelli castano chiaro, occhi azzurri, pelle
chiara. Anni fa era magro e provvisorio, adesso non è più
magro.
Indossa occhiali di marca su abbigliamento di marca, quasi mai porta la cravatta, meno che mai rosa, basta che sia italiana. Vorrebbe scrivere per il Foglio ed avere buoni rapporti con la Cia.
Dice di essere liberale e di sinistra, ma alle ultime elezioni non ha votato per Veltroni.
Vorrebbe corrispondere dall'America. Considerato da Giancarlo Padovan come l'unico vero editore livornese, ha cominciato a scrivere sui giornali prima ancora di prendere la patente. Scrive di cultura, storia e aneddotica su un quotidiano locale che non è Il Tirreno. Non ha uno scrittore preferito, non ha un libro preferito, non ha un film preferito, non ha una canzone preferita, non ha un piatto preferito. Colleziona oggetti kitsch e libri antichi. Vorrebbe essere un vero dandy ma purtroppo non vi riesce. Porta spesso le bretelle e gli occhiali da sole. Adora gli orologi svizzeri meno che il Rolex, la cucina toscana, il Primitivo di Manduria, la Burrata e il sigaro toscano, ma da igienista quale è lo fuma molto raramente.
FOTOGRAFO- Augusto Bizzi (augusto.bizzi@tin.it)
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Nato a Livorno una marea di anni fa, cultore della
teoria Marmugiana "puoi essere di Parigi, puoi essere di New
York... ma tanto non sei di Livorno".
Ama girare il mondo facendo finta di lavorare, la moglie lo definisce fondamentalmente Vagabondo. Si spaccia per fotografo, l'hanno visto anche a Pechino per l'Olimpiadi ma si presume fosse un sosia.
Amante del pensiero "tanto poi si more", cazzeggia per il pianeta tra un click e l'altro.
GRAFICO- Stefano Lucarelli (slucarelli@fastwebnet.it)
-
Stefano Lucarelli è nato a Livorno, dove
risiede tuttora. Compiuti gli studi (maturità scientifica) si
è dedicato con slancio al suo primo amore, la musica: è
stato, infatti, apprezzatissimo speaker radiofonico (a Radio
Rosa, di cui è stato fondatore, a Studio 82 e Radio Livorno
Città Aperta) ed anche batterista, dedicandosi e
specializzandosi principalmente in ambito rock e jazz.
E' stato il presidente del Pat Metheny Group Fan Club italiano, di cui ha curato anche la newsletter.
Lavora in qualità di grafico/impaginatore ininterrottamente da oltre 25 anni, con competenze specifiche ed unanimemente riconosciute in ambiente Mac: prima alle dipendenze della Tipografia Debatte, poi presso la Tipografia Benvenuti e Cavaciocchi, quindi - dopo una parentesi lavorativa quinquennale fuori città - è tornato a prestare servizio a Livorno presso l'Agenzia di Comunicazione Portonuovo. Dal mese di marzo 2009 lavora - sempre come grafico/impaginatore - al Corriere di Livorno.
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