IL VILLAGGIO È ALLA ROTONDA

Tirreno-Adriatico, si parte

La Tirreno-Adriatico non nasce decisamente sotto una buona stella anche se Petacchi alla fine ha sciolto ogni riserva e sarà regolarmente ai nastri di partenza. Prima è slittata la presentazione alle Terme il Tettuccio di Montecatini in segno di lutto per la scomparsa del cittì della Nazionale Franco Ballerini. Mentre  la vigilia di questa 45esima edizione risulta essere la più fredda che gli uomini della carovana ricordino. Pioggia e neve, che (secondo le previsioni)  dovrebbe rappresentare lo scenario anche al momento del via ufficiale di questa prima tappa, la Livorno-Rosignano Solvay. Annullate anche le iniziative collaterali in programma. Dallo spazio previsto all'interno del villaggio e riservato alla Guardia Costiera, dedicato  ai ragazzini delle scuole ma anche a quelli tesserati per le società ciclistiche giovanili della provincia. Che avrebbero anche dovuto sfilare in bici dalla Rotonda di Ardenza sino al chilometro zero. Esattamente come fu per la partenza del Giro edizione 2006. Le condizioni meteo non permettono di rispettare i parametri di sicurezza che occorrono in simili occasioni.
La prima decisione al termine della riunione tecnica di ieri pomeriggio è stata proprio questa, seppur con grande rammarico. Una festa quindi solo a metà, nella quale non solo ci sarebbe stato un palcoscenico importante per i bimbi che praticano questo sport ma che avrebbero sfruttato questa circostanza per onorare proprio Franco Ballerini. Uno che sapeva trattare con i grandi ma che si voleva far bene soprattutto dai più piccini. L'altra decisione, riguarda la sfera  più rigorosamente tecnica e prevede una partenza anticipata di dieci minuti: le 12.35 invece delle 12.45. Un trend che con questo colpo di coda dell'inverno, potrebbe ripetersi anche nei prossimi giorni, rivedendo anche il chilometraggio stesso di ciascuna frazione. E non è escluso che un simile provvedimento venga assunto sin da oggi stesso visto che certe strade interessate dal passaggio dei corridori, ieri erano tutte imbiancate e con la sede stradale presto ridotta a una infida lastra di ghiaccio.
 Potrebbero suonare  quasi come una profezia certe parole pronunciate da Fabian Cancellara durante la breve conferenza stampa consumata all'interno del salone della Capitaneria di Porto. «Non ci sono cronometro ma se i percorsi verranno ridotti sarà come gareggiare in una corsa contro il tempo».
'Poi è stato il turno del campine del mondo Cadel Evans. «Correre con la maglia iridata è una cosa davvero  speciale e dopo aver corso  in Australia e poi  in California, dovrò vedere la mia reazione alla temperatura rigida. Non sono alla Corsa dei Due Mari comunque  per fare il turista, ma per preparare la Milano-Sanremo. Nel frattempo ci scappasse una vittoria di tappa, non sarebbe male. Poi si penserà al Giro in attesa di sapere qualcosa di preciso sul Tour. ancora la mia squadra è in attesa di ricevere o meno l'invito per la Grande Boucle». 
Tra gli altri grandi nomi intervenuti, oltre a Cavendish e Pellizotti,  Vincenzo Nibali. Un siciliano che risiede sul San Baronto, terra di Pistoia. E che già si proietta alle zone di quella provincia. dove è un beniamino. «Conosco  bene quelle strade e vorrei sfruttare questo vantaggio. Ma il tempo potrebbe metterci lo zampino. In negativo».
 Mark Cavendish, l'uomo dell'Isola di Mann vede crescere la forma e questo gli piace un sacco. «Sto bene e sono qui per avvicinarmi al top della mia condizione. Chissà, un arrivo in volata lo si potrebbe anche vincere». Poi ecco Bennati, altro velocista doc, aretino ma che le zone della prima tappa le conosce. «Le ho percorse molte volte sia in allenamento che anche in gare nelle categorie giovanili. C'è uno strappo, quello che conduce a Rosignano Marittimo e che comincia a salire dal Saracino. Ha una pendenza del nove per cento più o meno. E assicuro che se il tempo non migliora rischia già di fare selezione».
Chiude  Scarponi, il vincitore dell'edizione scorsa. «Le sensazioni sono buone, ma confesso di non essere quello del 2009. Sono uscito bene dal Giro di Sardegna. Chi tempo? Basta guardarsi attorno e ci sono tanti campioni che possono lottare per il podio».

Flavio Lombardi | f.lombardi@corrieredilivorno.it 10-03-2010
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