«Farmaci inadeguati: in coma Adesso chiedo giustizia»
«Mia madre in coma a Villa Serena per farmaci che non doveva prendere. Voglio giustizia». E' questo il grido muto scritto su di uno striscione bianco da Sandro Goracci, 45 anni, che ieri mattina è sceso in piazza per lanciare un appello alla cittadinanza e al sindaco Cosimi sul suo tragico caso.
Sua madre, Mara Bianchi, era stata ricoverata all'età di 76 anni come malata di Alzheimer a Villa Serena nell'estate del 2007. Secondo quanto accusa Goracci, che si è affidato per ottenere giustizia all'avvocato Angela Galli, la mamma entrò in coma a causa di una massiccia dose di farmaci inopportuni che vennero somministrati all'anziana all'interno della struttura sanitaria di Villa Serena.
Nonostante che la signora Bianchi riuscì ad uscire dal coma le sue condizioni di salute rimasero gravi fino a che il suo cuore non ha smesso di battere per sempre nello scorso settembre, quasi due anni dopo i fatti che la portarono al coma.
Fu proprio il Corriere di Livorno a prendersi cura del suo caso lanciando per primo l'allarme. A quel tempo Mara Bianchi era ancora viva e suo figlio presentò una denuncia alla Procura della Repubblica di Livorno per cercare di ottenere giustizia.
«Dopo due anni di lotta non ho più retto», spiega Goracci, «e ho deciso di far sentire la mia voce con questi striscioni. Voglio delle risposte. La Procura tramite il pm Carla Bianco ha già chiesto un'archiviazione per questo caso. Con il mio avvocato ci siamo opposti a questa volontà del sostituto procuratore, ma adesso non abbiamo avuto più risposte. Ho interpellato anche il sindaco e mi ha dato un appuntamento per i prossimi giorni. Ma al di là delle parole adesso servono i fatti. Devono saltare fuori i responsabili di quanto è accaduto a mia madre che dopo il coma non è più riuscita a riprendersi fino alla sua morte ad inizio dello scorso settembre».
La protesta pacifica di Goracci è durata poco meno di un'ora, dalle 8 alle 9 del mattino quando i vigili urbani hanno fatto allontanare l'uomo e i suoi striscioni con le buone.
Il secondo cartellone che è stato esposto proprio davanti al Comune è quello che chiedeva dell risposte alla Procura al riguardo del suo caso: «dove sono i responsabili, perché il pm vuole archiviare?».
C'è anche una perizia medico legale chiesta dalla Procura il cui esito parla chiaro: il coma era stato indotto da dosi massicce di farmaci non indicati per la signora Mara Bianchi.
Nonostante questo la richiesta di archiviazione, forse per la difficoltà di individuare gli eventuali e presunti responsabili del comportamento medico dannoso.
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