TRAMONTATA L'IDEA DI UN CAMBIO TECNICO

Summit a Genova: Cosmi è salvo

Summit da Spinelli ieri a Genova. Presenti Garzelli, Ricci, Signorelli e Cosmi. Tutti attorno a un tavolo per  fare il punto della situazione, raccogliere le forze e l'intendimento manifestato da parte di tutti di spenderle in una direzione ben precisa, senza dispersioni pericolose che tanto non portano da nessuna parte.  Nessun pericolo per il mister comunque. Per il momento passa quindi di moda il toto allenatore. Il pensiero  a un ritorno di Ruotolo e del suo tutor Russo, la nuova ventata  rappresentata dall'arrivo di Sonetti. Resta in piedi la conferma di Cosmi.
Gennaro sarebbe stata senza dubbio soluzione gradita al presidente. Solo che l'ex centrocampista sta pian piano maturando sulla panchina della Primavera con la quale sta ottenendo buoni risultati e un suo eventuale ritorno alla guida della prima squadra se non desse i frutti sperati (leggi salvezza),  rischierebbe di bruciarlo definitivamente. Non sarebbe una bella pubblicità insomma, dopo il primo esonero patito all'indomani dell'ottava giornata di campionato. 
Poi,  la soluzione Sonetti. Il tecnico di Piombino che fu già  accostato agli amaranto due anni fa. Quando, dopo la sconfitta di Catania, Orsi aveva le ore contate. Già tutto praticamente fatto, con tanto di  virtuale stretta di mano tra Spinelli e il "sor" Nedo. Salvo poi un sorprendente sprint di Camolese (fortemente voluto da Silvano Bini) che spiazzò molti. Sonetti compreso. Domenica sera, quando ormai anche i risultati e classifica della ventisettesima giornata scorrevano nei titoli delle prime trasmissioni sportive, l'allenatore 71enne dalla sua residenza di Bergamo ha dichiarato di non aver ricevuto abboccamenti da alcuno che sia riconducibile al Livorno. Confessando che potrebbe tuttavia valutare una possibile offerta. Primo, perché è disoccupato e ingrassare il conto in banca non è cosa affatto sgradita, secondo perché potrebbe rappresentare una doppia sfida. Salvare la squadra dalla serie B e arrivare finalmente a sedere su una panchina che non ha mai avuto, pur desiderandola avendo nel frattempo trascorso 25 campionati  della propria carriera sentendo un po' tutti i dialetti meno che quello labronico.
Ed eccoci invece alle ragioni che motivano la conferma di Serse. Non a tempo però, a prescindere quindi dal risultato di domenica contro la Roma, partita che se vinta dai giallorossi fermerebbe la corsa del Livorno a due punti nelle prime otto partite del girone di ritorno, ciclo durante il quale, all'andata, Ruotolo ne fece uno in più. Per capire che in fondo Cosmi non rischia più di tanto, bisognerebbe sapere esattamente cosa ha previsto l'accordo tra le parti al momento in cui, il mercoledì successivo al match col Napoli, l'allenatore umbro recesse dall'intenzione di confermare le proprie dimissioni.
I numeri sono numeri e non discorsi e qui a fianco vediamo l'intero cammino dell'uomo del fiume da quando ha preso possesso della panchina amaranto. Diciannove partite in tutto, venti i punti complessivamente ottenuti.
La tabella prevede una divisione ben precisa in due blocchi con relativi  risultati e media punti. Si vede con chiarezza che il passo del Livorno è stato decisamente all'altezza fino alla sconfitta di Cagliari: 1.5 è stata la media punti a partita.
Dopo, il patatrac ed eventi in rapida successione. Consumati in una settimana. La frizione nata in seguito ai 90' giocati proprio in Sardegna, che hanno portato le dimissioni programmate da Cosmi al termine del confronto col Napoli (comunque fosse andata a finire), il colloquio a Genova da Spinelli  per siglare la pace.  Disavventure di natura arbitrale da una parte, e una oggettiva  mancanza di tranquillità, danno un risultato allarmante: due punti nelle ultime sette giornate, con una media di 0.28 a partita. Ecco a cosa potrebbe essere servito il summit di ieri. Undici partite alla fine, per riprendere un passo antico che è sempre nelle gambe dei giocatori. Basta avere la testa un po' più sgombra.

Flavio Lombardi | f.lombardi@corrieredilivorno.it 09-03-2010
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